caccia ai ladri di dati personali

Fatti come il furto di identità di un signore genovese, che si è visto letteralmente clonare i dati relativi alla propria identità che, a loro volta, sono stati utilizzati per commettere attività criminali, sono in preoccupante aumento.
L’Unione europea sta adottando normative specifiche tese a far inserire negli ordinamenti degli Stati membri nuovi reati collegati all’uso di mezzi informatici, definiti come “uso di dati di identificazione personale, come il numero di carta di credito, per commettere altri reati”. Sul medesimo fronte l’Italia ha da tempo introdotto fattispecie di reato specifiche, come la frode informatica o l’introduzione abusiva in un sistema telematico protetto da misure di sicurezza.
Tuttavia manca ancora una vera ed efficace armonizzazione tra gli ordinamenti penali, in particolare europei, capace di debellare questo preoccupante fenomeno.
In particolare, il Senato italiano appena qualche giorno fa ha approvato un disegno di legge che crea una sorta di filtro informatico contro i furti di identità. Un sistema chiamato “Uncamp” (ufficio centrale antifrode dei mezzi di pagamento, presso il Viminale faciliterò verifiche in tempo reale su persone fisiche e giuridiche che chiedono finanziamenti o rateizzazioni.
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