Il crimine su Internet va a gonfie vele

Nel 2008, la diffusione su Internet di codici pericolosi (vale a dire software nocivi come virus, worm, cavalli di Troia e simili) utilizzati per infettare e violare i computer è cresciuta, su scala planetaria, del 265% rispetto al 2007. Più del 60% delle minacce attualmente note è stata rilevata durante l'anno passato. Il worm Conficker, che ha infettato milioni di computer in pochi mesi lasciando temere uno tsunami informatico (anche se l'interesse dei cybercriminali non è quello di attaccare le infrastrutture della Rete, quanto quello di controllare il maggior numero di computer), rappresenta insomma solo la punta dell'iceberg. Nel mirino ci sono tutti: imprese, enti pubblici e semplici utenti della Rete. «Non esiste un obiettivo tipico – spiega Kevin Hogan, responsabile del centro Symantec che opera alla periferia della capitale irlandese – ovunque ci sia un'opportunità di profitto c'è il rischio che qualcuno cerchi di approfittare delle falle e delle vulnerabilità dei sistemi informatici».
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