Se ti chiedono aiuto per un pacco....


L’allarme è scattato in Gran Bretagna ma è verosimile che si appresti a varcare il canale della Manica, pertanto ogni precauzione in merito è sempre auspicabile. Si tratta del parcelling” una nuova truffa via web (come se non ce ne fossero già abbastanza) dove i criminali si presentano nelle caselle di posta degli utenti come un’innocua e benemerita organizzazione di volontariato senza scopo di lucro.

Il modus operandi dei malfattori sarebbe il seguente: dopo aver carpito i dati bancari degli utenti tramite le solite pratiche di phishing i criminali eseguono acquisti on line chiedendo agli utenti di poter ospitare i prodotti acquistati presso il loro domicilio, accampando la scusa di non avere magazzini sufficienti per accudire i beni. Così ingannano le loro vittime fingendo che la merce che ospitano presso la propria abitazione consista in prodotti destinati ad un non meglio precisato orfanotrofio in Africa. Dopo alcuni giorni si recano presso l’abitazione, ritirano il pacco, e scompaiono.

Naturalmente l’orfanotrofio è inesistente, l’organizzazione di volontariato anche. Non la truffa, purtroppo, e neanche le grane per gli ignari cittadini che prestino – loro malgrado – “solidarietà” alle iniziative della finta benemerita. Il comportamento di chi ospiti presso la propria abitazione i beni oggetto del “parcelling”, infatti, è annoverabile nell’ambito del reato di ricettazione. E così l’ignaro utente rischia di trovarsi sotto processo, magari anche a chilometri di distanza dalla propria residenza, semplicemente per aver abboccato all’ennesimo inganno che l’ingegneria sociale dei banditi della rete riesce a concepire.

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lunedì 30 marzo 2009
Inserito da: Futura, 18.47

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