I terminali Pos
Con il terminale Pos, a fronte dei rilevanti costi sostenuti per lo sviluppo e l’acquisizione della tecnologia necessaria e per l’installazione, la banca percepisce dall’esercente commerciale un canone di locazione mensile del terminale Pos, nell’ordine di alcune decine di euro, nonché una commissione (compresa tra lo 0,50 e il 2,50%) sugli acquisti regolati con tale strumento.A fronte di tali oneri, l’operatore commerciale è comunque in grado di offrire alla propria clientela una tra le forme più sicure di regolamento, con la certezza dell’immediato accredito delle somme sul proprio conto e, di conseguenza, l’azzeramento dei rischi derivanti da denaro falso, assegni scoperti e potenziali furti.
Il titolare della carta avrà invece a disposizione un ulteriore strumento di pagamento, contraddistinto da facilità e sicurezza nell’utilizzo e da un costo pressoché nullo: all’utilizzatore viene infatti solitamente addebitato annualmente un importo piuttosto contenuto (dai 10 ai 20 euro), sulla falsariga di quanto avviene per le carte di credito, in luogo della commissione sulla singola operazione e dei relativi oneri di scritturazione in conto corrente.
Il titolare della carta avrà invece a disposizione un ulteriore strumento di pagamento, contraddistinto da facilità e sicurezza nell’utilizzo e da un costo pressoché nullo: all’utilizzatore viene infatti solitamente addebitato annualmente un importo piuttosto contenuto (dai 10 ai 20 euro), sulla falsariga di quanto avviene per le carte di credito, in luogo della commissione sulla singola operazione e dei relativi oneri di scritturazione in conto corrente.
Tra l’altro, tale importo può essere «conglobato» all’interno del costo mensile previsto per la gestione del conto corrente, qualora questo presenti un sistema di tariffazione «a pacchetto» (addebito di una somma fissa mensile a prescindere dal numero di operazioni compiute).
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